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la neve...

Beh che dire ragazzi, intanto che le giornate si sono allungate parecchio e... "io rinascerò come cervo a primavera"
in pratica mi sono dato del cornuto da solo!!! ...e dire che non ho nemmeno la morosa....quindi: cornuto e mazziato!!!
domenica abbiamo fatto il primo vero giretto in moto delle satgione, scampagnata al Monte Penice, decisamente una belle gioranta, anche se la temperatura non era proprio primaverile e lo si può anche notare nelle foto dalla neve che ancora si vede sullo sfondo...ma a parte la neve che ormai, come avrete capito, sempbra essere una costante imprescindibie durante le nostre cavalcate motociclistiche, la giornata è andata proprio bene , abbimao trotterellato allegramente gustandoci l'aria frizzantina e poi abbimao fatto un po' gli smanettoni, abbimao mangiato dei buoni tortellini al burro e salvia che a dire il vero dal colore sembravano fatti di cante umana, e abbiamo apprezzato tantissimo "gli occhi" della signorina che ci ha servito al tavolo...
Buona giornata a tutti!!!
 
P.s: l'unica cosa che non mi ricordo della scampagnata di domenica è il colore degli occhi della cameriera.... 

"autogrill"

"Autogrill"
 
La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-up,
e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità,
come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill,
mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR...

Bella, d' una sua bellezza acerba, bionda senza averne l' aria,
quasi triste, come i fiori e l' erba di scarpata ferroviaria,
il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere
che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere...

Basso il sole all' orizzonte colorava la vetrina
e stampava lampi e impronte sulla pompa da benzina,
lei specchiò alla soda-fountain quel suo viso da bambina
ed io.... sentivo un' infelicità vicina...

Vergognandomi, ma solo un poco appena, misi un disco nel juke-box
per sentirmi quasi in una scena di un film vecchio della Fox,
ma per non gettarle in faccia qualche inutile cliché
picchiettavo un indù in latta di una scatola di té...

Ma nel gioco avrei dovuto dirle: "Senti, senti io ti vorrei parlare...",
poi prendendo la sua mano sopra al banco: "Non so come cominciare:
non la vedi, non la tocchi oggi la malinconia?
Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via."

Terminò in un cigolio il mio disco d' atmosfera,
si sentì uno sgocciolio in quell' aria al neon e pesa,
sovrastò l' acciottolio quella mia frase sospesa,
"ed io... ", ma poi arrivò una coppia di sorpresa...

E in un attimo, ma come accade spesso, cambiò il volto d' ogni cosa,
cancellarono di colpo ogni riflesso le tendine in nylon rosa,
mi chiamò la strada bianca, "Quant'è?" chiesi, e la pagai,
le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai...